Week #23 – torno a casa dal lavoro e trovo

questo scritto in allegato di posta su Facebook. Avevo chiesto a mia sorella di scrivermi un pezzo per il blog che raccontasse della sua recente vacanza a St. Martin. Mi piace l’idea di riportare testimonianze di terze persone che approdano sull’isola a “causa” mia (Ro preparati). Forse un po’ di parte per amore, parentela… ma ecco il primo “turist post”:

St Maarten, aereoporto Princess Juliana,  ora locale 8.10AM. 

Volo 1369 to Miami. 

Seduta al 24B, abbronzatura rossiccia e obbligatorio  bracciale souvenir del posto, una ragazza è appena stata violentemente cazziata dal passeggero vicino per aver usato il cellulare al momento del decollo. Non emette suoni, ma un fiume di lacrime continua a rigarle il viso; stringere in mano la sua borsa come un bimbo fa con il suo orso di peluche: palese crisi da rientro. Non si sa mai cosa aspettarsi prima di affrontare un viaggio, ma se al ritorno scende qualche goccia di pianto è segno che il soggiorno ha superato ogni aspettativa. Ah, il passeggero seduto al 24B sono io. 

16 ottobre 2013, 21 anni appena compiuti, 3 aerei da prendere, 7200 km e 18 ore di viaggio davanti. Alcune volte i numeri spaventano, ma sono solo un misero dettaglio per raggiungere l’obiettivo finale. Il mio obiettivo? Ricevere un abbraccio da un’abbronzata fanciulla di 1 metro e 80, divenuta ormai una “local” a tutti gli effetti in quel di St Marteen.

Sono tornata da una settimana e mi ostino a non abituarmi alla nebbia monferrina e alla routine torinese: continuo a vivere “sei ore indietro” scambiando il giorno per la notte. Mi manca il profumo di mare, la sabbia calda sotto i piedi, l’acqua limpidissima, mi manca stupirmi guardando pesci che mi nuotano in torno alle gambe, mi manca il moijto frozen di Pinel, il nostro tavolino sul balcone imbandito a colazione, con tanto di conchiglia gigante come centro tavola; mi manca la (ormai mia) poltroncina di vimini rosa, il rimanere stupita e senza parole davanti ad ogni cosa, cenare al Calmos Cafè con la spiaggia illuminata solo da lanterne, Palm Beach e Pina Colada a metà mattina, guardare gli aerei che decollano al Sunset, i tetti coloratissimi e le staccionate dalle sfumature più improbabili, mi manca Radio Transat e la mia fortuna nel beccare sempre la canzone giusta, passare il tempo al casinò quando fuori diluvia, il venticello dello Sky bar, le mille risate e la compagnia sempre eccellente!! Mi mancano addirittura i salti in macchina causati dalle mille fosse della strada, le banane “selvagge” e urlare schifata quando le iguana mi tagliano la strada (detto questo, detto tutto)!!

Chiudo gli occhi e…rieccomi lì…

Sorseggio l’ennesimo drink di “bienvenue”,sono seduta ad Orient bay, la spiaggia (che preferisco chiamare “paradiso” per render meglio l’idea) ad un passo da casa. Nonostante le cuffie nelle orecchie e la musica a palla sono il vento e le onde che si increspano a creare il sottofondo musicale; sono immersa nella pace più assoluta. La spiaggia prosegue accanto a me a perdita d’occhio, il vento muove le palme e spinge lontano le nuvole che in questo momento stanno coprendo il sole; ha spinto in mare gli appassionati di kite surf e vela, uno spettacolo da seguire con lo sguardo mentre spariscono tra un onda e l’altra. Ciò che provo è la più assoluta, genuina e serena pace interiore.

Prima di partire confesso al mio migliore amico il timore di non sapere cos’aspettarmi da questa vacanza; io e Fede non abbiamo mai trascorso una vacanza da sole, un po’ perché non ne abbiamo mai avuto l’occasione, un po’ perché la differenza di età e di carattere per molto tempo si sono fatti sentire. “Vedila così: è la vostra occasione per conoscervi meglio”, e con il sorriso sulle labbra devo ammettere che Gian ha avuto proprio ragione. In fin dei conti queste due Ravizza non sono così diverse… Amiamo la compagnia, ma abbiamo bisogno dei nostri spazi e dei nostri momenti di solitudine. Siamo folli, ma solo chi ci conosce bene lo sa. Non ci fermiamo davanti agli ostacoli e ogni novità è per noi uno stimolo e fonte di curiosità. Talvolta, stupendo anche noi stesse, siamo estremamente sentimentali. Da buona mamma premurosa Fede mi ricorda di mettere la crema, mi fa prendere le vitamine al mattino, si preoccupa che non mi annoi o che sparisca, si diletta in cucina, mi porta nelle spiagge migliori, mi fa provare i cibi più squisiti e le bevande imperdibili (grande Planton, o come si chiama). Da splendida sorella fa sì che i miei giorni a St Martin si tramutino nella vacanza più bella ch’io abbia mai fatto. Divertimento, relax, riflessione…non mi è mancato nulla, e la sua vicinanza ed il suo affetto hanno reso tutto semplicemente perfetto.

Ho scoperto solo il giorno prima di ripartire che St Maarten viene chiamata “the friendly island” (la scritta è addirittura riportata sulle targhe delle macchine locali!), e dopo soli 10 giorni posso confermare che non vi è nomignolo più azzeccato. 

Essere a st martin e sentirsi a casa. Sarà perché l’isola è piccola e la si scopre velocemente, sarà l’amichevole atteggiamento di chi conosci, che pare davvero felice che tu sia sulla sua isola e non aspetta altro che l’occasione di darti il suo benvenuto; sarà la sensazione di pace spensieratezza che si prova ammirando il mare verso l’orizzonte, il sole che regala uno spettacolo di colori illuminando l’acqua cristallina ed il verde intorno. Non avevo ancora messo piede sull’aereo e già fantasticavo sul quando avrei potuto tornare in questo scoglio in mezzo al mare, dove non vi è troppa differenza tra sogno e realtà.

Hai sorpreso tutti con la tua folle ed improvvisa partenza, ma soprattutto hai dimostrato per l’ennesima volta la tua grinta e determinazione. Ti sei lanciata a capofitto in un gioco senza troppe regole, tu, così equilibrata e rigorosa. Com’è giusto che sia, l’isola ti ha cambiata, ed indubbiamente in positivo: hai un nuovo sorriso che non può che allievare la malinconia che proviamo a causa della distanza che vi è fra noi. Sei sempre stata per me un punto di riferimento, l’esempio da seguire, ora sei stata promossa a mio nuovo idolo! Osservare la tua nuova vita sull’isola mi ha fatto riflettere molto sul mio futuro, mi dai il coraggio di azzardare e di seguire i miei sogni non cercando di percorrere la strada sicura e senza difficoltà, ma rincorrendo i propri desideri anche a costo di far salti mortali per raggiungerli. Sono, anzi, siamo sempre più fieri di te; hai iniziato a mostrare la tua creatività e originalità dipingendo girasoli in corridoio, continui a farlo arricchendo te stessa attraverso le nuove avventure che stai vivendo. Non mollare mai, fiera e orgogliosa…

Ti voglio bene.