Day #10 – poca ispirazione

E’ una cosa che non ho mai sopportato la mancanza d’ispirazione, d‘idee, il non poter essere sempre creativi. Svelata così la scelta di una professione che mi permettesse di essere a stretto contatto con gli ideatori della comunicazione (ho bisogno di stimoli costanti, come i neonati, altrimenti involvo), ma senza entrare nel merito della creatività, limitandomi a gestirla, indirizzarla.

Un amico mi ha appena scritto “guai a te se molli il blog e non scrivi tutti i giorni”. Don’t worry, non lo farò. Ma in momenti di ipocreatività potrebbe sopraffarmi un inevitabile “pippone”, dilemmi amletici tipo: “pourquoi le glace se colle à la cerise?” come ha detto ieri sera Arnaud fissando attonito un cubetto di ghiaccio del suo Planteur incollato a una ciliegia al maraschino.

Il soundtrack di stamattina è Armchair Apocrypha di Andrew Bird.

Calypso è accanto a me, sdraiata sul tavolo e sta mangiando ciuffi del suo stesso pelo. Non ci posso credere, i gatti lo fanno davvero! Quelle horreuer!

Rendendomi conto che passo troppo tempo tra programmi di scrittura, mail, blog e socialnetwork, chiudo tutto e vado in spiaggia.

Il mio orologio biologico marittimo deve avere ancora il fuso di Varazze, spesso non mi rendo conto di essere ai Caraibi.

Sono sulla sdraio appena rientrata da un bagno e inizia a piovere. C’è un unico nuvolone grigio, passerà in fretta. Ascoltando “The sea is calling” (appropriatissimo brano dei Temper Trap) mi ritrovo come immersa in un rituale di purificazione: la pioggia e il vento provvedono a massaggiare corpo e spirito.

La pioggia aumenta e mi rifugio al bar. Qui conosco Sebastian, un cileno venditore di bijoux homemade fatti con le linguette di apertura delle lattine. Iniziamo a chiacchierare, non sa cosa bere e gli propongo di assaggiare un Negroni. Jear – il bartender de La Playa – ride, ma ci stupisce con un ottimo cocktail. Chiedo a Jear (in realtà non so se si scriva così, ma è la soluzione che preferisco) il conto, compresi lettino e ombrellone. Mi risponde “ça fait 4€” e che lettino e ombrellone sono gratuiti per i “local”.

Sono una “locale”, urrà!!!

Immagine

Spiaggia di Orient Bay

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