Day #11 – l’orage non è un frutto

Memo: mai farsi aggiustare il vetro dell’iPhone dai cinesi di Via Paolo Sarpi se si ha in previsione una gita al mare. Sotto lo schermo si è creata una piccola spiaggia. Speravo fosse una svista causata dalle lenti dei miei occhiali, perennemente sporche. Da quando ero bambina vedo attraverso una patina opaca e non c’è verso di farmi passare questo viziaccio.

Si esce per una passeggiatina lungo la spiaggia, non sono nemmeno le 8, è ancora deserta. Qualche fisicatissimo bagnino di colore inizia a posizionare i lettini in prossimità del bagnasciuga. Dovrei passeggiare più spesso.

Arnaud mi fa notare una strana nebbiolina in lontananza, sull’acqua, in prossimità dell’isoletta di Green Cay. Non è nebbia, è un piccolo temporale tropicale in arrivo. E’ complicato descrivere il fenomeno: con estrema velocità la coltre di “nebbia” sull’acqua si estende fino a fare sparire l’orizzonte e si avvicina a noi. Il mare si fa scuro, coperto da un grosso nuvolone grigio, compatto. Mi dicono di correre a riparo. Nemmeno il tempo di rifugiarsi sotto il pergolato del bar di Kakao Beach e inizia a piovere insistentemente. Non si può fare altro che attendere che smetta e riprendere la via di casa attraversando i dehor degli stabilimenti balneari.

In casa la TV è costantemente sintonizzata sui match del Roland Garros. Arnaud impazzisce per la Sharapova, io la prenderei a ceffoni clamorosi ogni volta che fa uno dei suoi celebri urletti.

La serata, subito dopo la cena da “Antonio Pizza” (pizza buonissima tra l’altro), evolve in “favourite playlist night”. Da Brian Eno ai Daft Punk, dai Chairlift ad Astor Piazzolla, da Paul Kalkbrenner a Lucio Battisti, da Jacques Brel a Snap…. La musica che ci piace, ci piace perché corrisponde a un nostro particolare mood, alle nostre emozioni. Quando sono contrariata ascolto “Grace” di Jeff Buckley. Quando sono di buon umore i Two Door Cinema Club, l’album “Turist History“ (ultimamente). Quando penso a qualcuno in particolare “Sex is on fire” dei Kings of Lion.

Arnaud mi dice di aver capito molto del mio carattere dopo questa serata musicale, molto più di quanto abbia potuto comprendere in tutta la settimana. Ho l’8% di batteria carica e mi sto scervellando per trovare una conclusione dignitosa a questo post, ma non ci riesco. Posso solo consigliare quello che sto per fare: andare a letto dopo aver attivato l’app di composizione musicale Bloom in modalità “ascolto”. Buonanotte.

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