Day #8 – problemi e soluzioni

Mi rimangio tutto: ho problemi con la sveglia alle 6 del mattino!

Il tempo non è dei migliori, troppo caldo, troppo umido e nuvoloso. Poca voglia di fare.

Un caffè (orribile, non ne ho ancora bevuto uno decente) a Oyster Pond è quello che ci vuole. Oyster Pond è un piccolo villaggio affacciato su una marina. Uscendo dalla marina un enorme pappagallo dalla sua gabbia mi dice “bye, bye” e io gongolo come un bambino.

Faccio un giro con Tempo per la pisciatina mattutina. Le zecche (ci sono anche quelle) non gli danno tregua, povero!

Il pomeriggio si fanno i compiti. Continuo a non capire come ho fatto a laurearmi avendo difficoltà a risolvere problemi matematici da terza elementare: quanti mestoli di latte di capra al gusto ribes (gusto ribes poi…) Asterix deve usare per dissetare 160 gallici considerando che ogni tonnellata, bla, bla… Sono rimasta al gusto ribes.

Ho introdotto i Tanlines anche qui. Devo ammettere che in questa casa si ascolta ottima musica, fatico solo a sopportare i revival di Dalida che canta le canzoni di Mina. Mina non si tocca!

Ho scoperto anche un enorme capannone di bric à brac: cianfrusaglie, antiques e oggetti usati di vario genere. Uno di quei posti in cui vorresti comprare tutto (maledizione!).

Riordinare la stanza dei giochi con Jules significa che io riordino mentre lui mi elenca tutte le sue carte dei Pokémon: sono tre album, pieni.

La reputazione della cucina italiana mi costringe a spadellare: me la cavo con una carbonara dopo aver convinto Jules che diventerà sicuramente la sua pasta preferita. Se mi chiede un arrosto sono fregata.