Day #19 – adriacaraibi

Rara giornata di sole senza nemmeno mezza nuvola non si può non trascorrere tutta in spiaggia.

Oggi tocca a Palm Beach: è uno degli stabilimenti balneari di Orient Bay, verso Cul de Sac.

Arrivando dalla spiaggia sembra di entrare in una sorta di parco giochi: tappeti elastici, bancarella di caramelle gommose, contest di castelli e sculture di sabbia, animazione per i bambini, una ventina di baristi iperattivi…

Ben due ore di zumba fitness con tanto di istruttrici microfonate e urlanti sul palco, una folla di fanciulle più o meno giovani che saltellano fino a diventare paonazze. Ma chi ve lo fa fare!

Non manca nemmeno il dj blasonato in prestito dal Karément di Montecarlo (bei tempi quelli del Karément, ricordo serate a spezzoni, bei tempi).

Insomma una piccola Milano Marittima ai Caraibi, proprio la mia situazione ideale. Con cuffie e musica al massimo (mia, non quella del discutibilissimo dj monegasco) resto piantonata sulla sdraio praticamente tutto il giorno. Evvai, relax.

Non ho nemmeno dovuto pensare al pranzo, niente risotto alla Piña Colada. Solo Piña Colada, frozen. Così ho anche avuto modo di confermare la mia teoria sul suo effetto estremamente lassativo.

Nel pomeriggio giunge a riva, proprio davanti alla mia sdraio, una piccola barchetta che scarica sul bagnasciuga quattro enormi Mahi-Mahi. Il Mahi è un pesce locale (buonissimo), non riuscirei a paragonare la sua carne ad altri tipi di pesce, non assomiglia a nulla che io abbia assaggiato prima, ma le sue dimensioni sono quelle di un piccolo tonno all’incirca. Ecco, adesso sì che è chiaro.

Nonostante il bagno in piscina post-mare, la doccia e l’insistente strigliata di shampoo e balsamo, sono ancora piena di sabbia. È ovunque, non te ne liberi, ma come dice Arnaud “siamo al mare, se fossimo in montagna ci sarebbe la neve”. Un criptofilosofo.

L’ultimo giorno di Arnaud e Jules sull’isola si conclude, partono domani per tornare in Francia. Io resterò qui con Tempo e Calypso fino al loro rientro.

E’ finita l’epoca delle macchie di urina sulla tavoletta del water. Faccio una ola.

 

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Palm Beach

Day #18 – sdeng!

Perché una série noir sia degna di essere definita tale non può terminare con un semplice mal di denti: Arnaud si è preso il virus Dengue. La Dengue è la zanzara portatrice del virus omonimo, il quale entra in circolo nel sangue attraverso la puntura dell’insetto.

Gli effetti del virus sono febbre alta, dolori articolari e muscolari, rush cutaneo in alcuni casi. Si sta proprio male. Non c’è cura indicata, non c’è vaccino (almeno non per ora), bisogna aspettare che passi e riempirsi di antidolorifici e paracetamolo per una settimana. E io che pensavo fosse hangover…che sfiga pazzesca!

Sono un po’ preoccupata, è come se mi avessero dato una padellata in faccia. Anche Jules è visibilmente preoccupato, oggi si rifiuta di andare in spiaggia (mai successo prima).

Immediatamente mi “doccio” di repellente antizanzare, non si sa mai.

Cerchiamo di tiraci un po’ su: trascino Jules al supermercato a fare la spesa per farlo uscire di casa staccandolo dai cartoni. Oggi mi sono vista i Pokemon, una versione odierna di Holly e Benji, Nini Patalo, Titeuf, un film di animazione: i peccati dei prossimi 10 anni sono espiati. Per quanto incredibile sembra basti una confezione di Coco Pops per fare un bimbo contento, poi scopro che la sorpresina all’interno della scatola dei cereali è una trottola: incorreggibile.

Tocca a me cucinare per cause di forza maggiore, la cosa non mi esalta. Amo il buon cibo, ma cucinato da altri, io sono quella che di solito porta il vino. Improvviso dei bocconcini di pollo “mojito”, ovvero con lime e menta (in questa casa non mancano mai gli ingredienti per i cocktail, che per l’occasione si sono rivelati utilissimi), la prossima volta butto in padella anche del rum bianco, per sperimentare. In accompagnamento del semplice riso thai. Non immaginavo che potessero avere tanto successo, sono stupita dalle mie doti culinarie mai coltivate. Jules che commenta a bocca piena “Ce poulet est supercool!” mi ha dato la giusta motivazione per spadellare anche nei prossimi giorni.

Che cosa mi invento domani? Un risotto alla Piña Colada? Mon dieu.