Day #5 – cambio casa

Non è un nuovo programma di Real Time.

L’umidità è diminuita un po’ e io rifaccio i bagagli: da Baie Rouge mi trasferisco a Orient Bay, ventosissima zona residenziale affacciata sull’Atlantico. La “Saint Tropez des Caribes”.

Prima un giro a Philipsbourg, capoluogo della parte olandese dell’isola. Le navi da crociera che attraccano qui fanno sì che sia popolatissima di turisti, tutti bruciacchiati dal sole. In Front Street le gioiellerie gestite da pakistani si sprecano, è tutto tax free. Si potrebbe considerare una piccola capitale europea: c’è l’Hard Rock Café, ça va sans dire.

Seduta all’Holland con la mia Niçoise nel piatto fisso il flusso delle persone sul lungo mare e di quelle che si accalcano per salire sul traghetto per St. Barth.

Dopo aver bevuto un caffè americano corto spacciato per espresso, si riparte lungo la strada verso la baia orientale. Rue des Amers (Via degli Amari, potevo capitare altrove???), 3: qui vivono Arnaud con suo figlio Jules, Tempo – un vecchio pastore delle fiandre – e Calypso – la gatta più vanitosa della sua specie. Ha il pelo grigio con alcune macchie rosa cipria, mai visto nulla di simile, ero convinta che avesse avuto un incidente con la candeggina!

Loro saranno la mia famiglia per qualche tempo.

Il primo approccio è meno difficile del previsto, ils sont sympa, soprattutto Jules che mi invita prontamente a giocare a Super Mario con la Nintendo DS.

Nemmeno il tempo di svuotare la valigia e si va in spiaggia, rigorosamente scalzi.

E’ quasi sera, sono le 5, ora del mio cocktail di benvenuto a La Playa: le Ti Punch – “Ti” è l’abbreviazione di “petit” (piccolo) che usano i creoli – è un bicchierino di rum, zucchero e lime. Fortissimo. Wow.

Immagine

Spiaggia e lungo mare di Philipsbourg